The automated leader | Wolff Olins

Three provocations from Wolff Olins

The brain at the edge

Traditionally, organisations collected information at their edges, where they intersect with the outside world, and then interpreted that information centrally, with the CEO at the heart making the final judgements. But in an automated organisation, this analysis and pattern-finding can be done instantly by machines, and the results can be distributed instantly. So in the organisation of the future — rather like today’s most advanced armies — everyone in the field will have the kind of ‘general’s overview’ that used to be available only to the privileged few at the centre. If knowledge is power, power will be everywhere: is that utopia? Or anarchy?

Il cervello al confine

Tradizionalmente le organizzazioni raccolgono informazioni laddove il loro sapere o la loro competenza si intersecano con altri mondi, per poi elaborarle a livello centrale, con il CEO che alla fine prende le decisioni per l’azienda. Ma in un’organizzazione automatizzata, questa analisi di trend e nuovi pattern può essere fatta istantaneamente dall’intelligenza artificiale e i dati possono essere distribuiti immediatamente a tutto il sistema. Così ognuno nell’organizzazione del futuro – un po’ come accade per gli eserciti più avanzati di oggi – avrà in mano tutte quelle informazioni che prima erano appannaggio di pochi Se la conoscenza è potere, il potere sarà ovunque: utopia? O anarchia?

Everyone’s a football team

This organisational shape already exists, to some extent, in organisations that run on knowledge or creativity. The best-performing sportspeople, lawyers, investment bankers, actors and film directors already earn far more than their bosses at the centre of the organisation — and, in some cases, have power to match their salary. The football team, professional services firm or media production company may then be the model for every organisation, with a small semi-automated centre and a bunch of star performers, most of them probably freelance, at the edge. And if every semi-automated centre is much the same as every other, will the stars stay loyal? Or will the permanent, stable corporation become a thing of the past?

Ognuno una squadra di calcio

Questa forma di organizzazione esiste già, in una certa misura, in quelle realtà che fondano il  proprio mestiere su creatività e conoscenza.

I campioni sportivi, gli avvocati, i banchieri, gli attori e i registi famosi guadagnano molto più dei loro capi e in alcuni casi hanno il potere di decidere il loro stipendio. La squadra di calcio, la  società di produzione creativa o multimediale possono costituire quindi  il modello per ogni organizzazione, con un piccolo cuore semi-automatizzato e un gruppo di star, molte delle quali freelance ai confini dell’organizzazione. Ma quale sarà il legame e il tasso di fedeltà delle star ai centri semi-automatizzati quando questi si assomiglieranno tutti? O la società stabile e permanente sta per diventare un ricordo del passato?

All leadership is creative

One thing that’s hard to automate (so far) is creativity. Most of the human beings in an organisation will be doing something creative. Like all creative people, they will need careful managing — or rather, something more sophisticated than just ‘managing’. They’ll want a subtler, more equal, more imaginative kind of relationship. And the people at the centre will themselves be doing work that‘s not analytical (the machine does that) but creative — not interpreting what already exists but imagining what doesn‘t. All of which means that leadership will become creative in three senses: leading creative people, by being creative about relationships, while also being highly creative yourself. This is emphatically not what‘s traditionally taught in business schools. Can today‘s leaders adapt? Or will the next generation of leaders be a completely different kind of animal?

Ogni leadership è creativa

Una cosa difficile da automatizzare (finora) è la creatività. La maggior parte degli esseri umani in un’organizzazione sa fare qualcosa di creativo. Come tutte le persone creative, hanno bisogno di un’attenta gestione – o meglio, qualcosa di più sofisticato di una semplice ‘gestione’. Vorranno un rapporto privilegiato, più equo, più immaginifico appunto. E le persone che stanno al centro faranno esse stesse un lavoro non più analitico (lo farà la macchina) ma creativo – non interpretando più ciò che già esiste, ma immaginando ciò che non esiste. La leadership stessa sarà creativa:  capace di ispirare e guidare i creativi, cercando di essere creativa nelle relazioni, essendo essa stessa altamente creativa. Questo non è decisamente quello si insegna tradizionalmente nelle scuole di business. I leader di oggi sapranno adattarsi a questo nuovo concetto? O la prossima generazione di leader sarà una razza completamente diversa?

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autoleader.wolffolins.com

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